San Gimignano
San Gimignano

San Gimignano deve il suo nome al Vescovo di Modena che l'avrebbe difesa e salvata dalle invasioni barbariche. Attraversata dalla via Francigena, giunse al massimo splendore attorno al 1300, per poi addormentarsi sotto il dominio di Firenze. Questo lungo sonno ha però mantenuto intatta la sua bellezza medievale, che oggi tutto il mondo riconosce.

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I salci
I salci

Macchie calde di colore a riscaldare il paesaggio nelle fredde giornate invernali. I salci circondavano ogni vigneto, fornendo il materiale per legare i tralci delle viti ai loro sostegni; tracce di un mondo contadino dove tutto era davvero a km zero. In alcuni vecchi vigneti riusciamo a mantenere viva questa tradizione.

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I fossili
I fossili

La terra delle colline attorno a San Gimignano è composta da sabbie plioceniche e argille. La ricchezza di sedimenti fossili testimonia l'antica presenza del mar ligure. Sono questi depositi fortemente calcarei a rendere il nostro terreno ideale per un grande vino bianco, vigoroso e minerale.

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Il terroir
Il terroir

Far esprimere il territorio in un vino vuol dire avere l'obiettivo di intervenire il meno possibile con concimazioni e lavorazioni. Gli inerbimenti sono un passo decisivo per moltiplicare la vitalità dei suoli.

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La Vernaccia
La Vernaccia

La Vernaccia è da sempre il bianco di San Gimignano. Qui e non altrove questo vitigno ha trovato il suo luogo ideale, e con queste colline ha stabilito un legame indissolubile. Famosa già dal Medioevo, è rinomata anche da Michelangelo Buonarroti: "ma i terrazzani altrui sempre fan guerra con una traditora lor Vernaccia che danno a bere a chiunque vi giunge che bacia, lecca, morde e picca e punge."

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L'armonia
L'armonia

Lavorare in armonia con la natura mantiene la bellezza e l'eleganza del paesaggio toscano. E vivere in un paesaggio tanto meraviglioso stimola tutti noi ad averne cura.

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Alla terra dobbiamo accostarci con grande umiltà e rispetto: per questo siamo Bio!

Non c'è viticoltura di qualità che non sia viticoltura di territorio. Accompagnare l'uva nel cammino per diventare vino vuol dire essere custodi di un'arte antica che interpreta un luogo, delle tradizioni, un'annata, e ne fa un documento: una bottiglia di vino capace di fotografare tutta questa bellezza e conservarla per alcuni anni, tanto da farne cultura.